Wearable in azienda: Apple Watch, Garmin, Oura, WHOOP o un anello fornito dall’azienda?

Lascia che chi ha già un wearable lo usi e fornisci un dispositivo solo a chi non ne ha. Perché una piattaforma device-agnostic batte un singolo produttore: adozione, costo, qualità dei dati e privacy.
La risposta migliore, quasi sempre, è: tutti. Lascia che chi ha già uno smartwatch o un anello lo usi, e fornisci un dispositivo solo a chi non ne ha o ne vuole uno. Legarsi a un solo produttore costa di più, fa aderire meno persone e aggiunge un problema di privacy che non serve.
Meglio usare i dispositivi che i dipendenti hanno già?
Sì, per due ragioni che pesano più di qualunque confronto tra modelli.
La prima è l’adozione. Una parte dei dipendenti indossa già un Apple Watch, un Garmin, un Fitbit, un Samsung, un Polar, un Oura o un WHOOP. Chiedere a queste persone di toglierlo per mettere il dispositivo “aziendale” è il modo più sicuro per perderle al primo giorno.
La seconda è il costo. Ogni dispositivo che non compri è un costo in meno, e nelle organizzazioni da migliaia di persone la quota di chi possiede già un wearable è la voce che decide il budget.
La condizione è che la piattaforma legga tutti questi dispositivi allo stesso modo. Vitality+ integra Apple Watch, Garmin, Fitbit, Samsung, Polar, Oura, WHOOP e molti altri, e fornisce anello e band V+ a chi non ha nulla: l’elenco aggiornato è nella pagina Dispositivi.
Cosa misurano bene smartwatch, anelli e band?
Le tre famiglie registrano gli stessi segnali di base (frequenza cardiaca, variabilità, movimento, sonno, recupero) ma con abitudini d’uso diverse, ed è l’abitudine d’uso a decidere la qualità del dato.
Smartwatch. Il più diffuso e il più completo per attività e allenamenti. Ha uno schermo, quindi la persona lo guarda e lo usa; va ricaricato spesso, e molte persone lo ricaricano di notte. Risultato: attività ottima, sonno a volte assente.
Anello. Discreto, senza schermo, indossato anche a letto. È il dispositivo con la copertura del sonno più regolare, ed è quello che molte persone accettano più volentieri in un contesto di lavoro proprio perché non si vede.
Band. Semplice ed economica, con un’autonomia più lunga. Copre i segnali di base e va bene per chi vuole un dispositivo che non richieda attenzione.
Non esiste un dispositivo migliore in assoluto: esiste il dispositivo che la persona terrà addosso. Per un programma aziendale i dati che contano sono medie di gruppo su settimane, e a quel livello le differenze tra marche si compensano.
Cosa fare per chi non ha un wearable?
Perché il programma sia accessibile anche a chi non possiede già uno smartwatch, un anello o una band compatibile, Vitality+ può fornire un dispositivo a chi sceglie di partecipare. Senza obbligo.
È un passaggio importante: se partecipano solo le persone che possiedono già un wearable, i dati rischiano di rappresentare soprattutto una popolazione già interessata alla propria salute e attività. Offrire un dispositivo anche a chi non ne ha uno rende il programma più inclusivo e la lettura dei dati di gruppo più rappresentativa.
I dispositivi possono essere forniti in due modalità. Durante la demo gratuita di 30 giorni, anelli e band V+ vengono messi a disposizione in prestito e restituiti al termine del pilota. Nel programma completo, invece, il dispositivo può essere assegnato alla persona che aderisce e utilizzato per tutta la durata del programma, secondo il modello di acquisto scelto dall’azienda.
In questo modo chi possiede già un wearable continua a usare il proprio dispositivo, mentre chi non ne ha uno può partecipare alle stesse condizioni.
Come evitare il vendor lock-in nei wearable aziendali?
Per evitare di legarsi a un solo produttore, la scelta dovrebbe partire dalla piattaforma di wellbeing, non dal singolo smartwatch, anello o fitness band.
La domanda da fare al fornitore è semplice: la piattaforma è compatibile con i principali wearable e permette alle persone di cambiare dispositivo senza uscire dal programma?
Una piattaforma device-agnostic consente di integrare wearable di marche diverse e riduce il rischio di vendor lock-in. Un dipendente può, per esempio, iniziare il programma utilizzando il proprio Garmin e passare in seguito a un anello o a un altro dispositivo compatibile, continuando a partecipare senza dover creare un nuovo programma o ripartire da zero.
Per l’azienda significa maggiore continuità nel tempo: non è necessario scegliere un unico produttore per tutta la popolazione, sostituire i dispositivi quando cambia la tecnologia o rinegoziare il programma ogni volta che cambiano le preferenze dei dipendenti.
Il principio è semplice: il wearable può cambiare, il programma di benessere aziendale deve continuare a funzionare.
Quanto costa fornire un wearable ai dipendenti?
Dipende dal numero di persone che non possiedono già un wearable compatibile e dalla modalità di pagamento scelta.
Con Vitality+ l’azienda può:
acquistare subito i dispositivi, pagando l’hardware all’inizio;
distribuire il costo su 3 anni, includendolo in un contratto triennale per ridurre l’investimento iniziale.
Chi possiede già un wearable compatibile continua a usare il proprio dispositivo, riducendo il numero di device da finanziare.
Privacy: cosa cambia tra dispositivo personale e dispositivo aziendale?
Meno di quanto si pensi, se il programma è costruito bene; molto, se non lo è.
Con un dispositivo personale l’account del produttore è della persona, che autorizza la piattaforma a leggere i dati. Con un dispositivo fornito dall’azienda la domanda da fare è una sola: l’account è della persona o dell’azienda? Deve essere della persona. Il dispositivo può tornare all’azienda, i dati no.
In entrambi i casi valgono le stesse regole: adesione volontaria, dato individuale visibile solo alla persona, medie di gruppo sopra una soglia per l’HR. Un dispositivo consegnato dall’azienda non dà all’azienda un diritto in più sui dati, e chi gestisce il programma deve dirlo per iscritto prima della consegna.
In sintesi
Usa i dispositivi che le persone hanno già e fornisci un anello o una band solo a chi non ha nulla. Scegli la piattaforma per come integra e normalizza le marche, non per un singolo modello. Un dispositivo aziendale non dà all’azienda un diritto in più sui dati: l’account resta della persona.
Domande correlate
Un anello è meglio di uno smartwatch per misurare il sonno? In genere sì, per un motivo pratico: l’anello non ha schermo e non va ricaricato ogni notte, quindi viene indossato a letto con più regolarità. Per un programma aziendale conta la copertura, non il modello.
L’azienda deve comprare un dispositivo per tutti? No. Solo per chi non ne ha uno e vuole aderire. Nelle grandi organizzazioni una quota rilevante di persone possiede già un wearable compatibile, ed è quella quota a ridurre il costo del programma.
Cosa succede al dispositivo aziendale se la persona lascia il programma? Il dispositivo torna all’azienda o rimane al dipendente, a seconda della scelta dell’azienda; i dati restano della persona e vengono esportati o cancellati su sua richiesta. L’account non passa a nessun altro.
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